Inforesp

   

   

   

   

   

   
Prevenire le complicanze respiratorie Stampa la pagina 


"Ventilazione meccanica: non una stregoneria"*

 


"La medicina riabilitativa e la pneumologia hanno raggiunto una convergenza per quanto concerne la riabilitazione polmonare. L'interesse è quindi rivolto anche a tutti i pazienti che, affetti da qualunque forma di disordine neuromuscolare, in particolare Distrofie Muscolari e Atrofie Muscolari Spinali, sviluppano una ipoventilazione alveolare globale.
Scopo di questo convegno è di presentare alternative non invasive alla intubazione e alla tracheostomia al fine di normalizzare il 'drive' ventilatorio, descrivendo anche le modalità di conversione dei pazienti dalla tracheostomia ai metodi di supporto ventilatorio non invasivo. È dimostrato che l'utilizzo di questi interventi può prolungare la sopravvivenza e, allo stesso tempo, ridurre sia il rischio di complicanze polmonari che i ricoveri ospedalieri per cure intensive, così come i costi sanitari."

Queste le parole contenute nel pieghevole approntato dalla Fondazione Istituto Sacra Famiglia Onlus per presentare il convegno "L'insufficienza respiratoria nella patologie neuromuscolari" che si è tenuto dal 18 al 21 marzo 2003 presso la sede di Cesano Boscone (Milano).

È da almeno venti anni che John R. Bach (http://www.doctorbach.com), medico statunitense, professore universitario con vari altri incarichi, sostiene la validità e i vantaggi della respirazione non invasiva come alternativa a quella invasiva - per via tracheotomica - per le persone con capacità respiratoria autonoma insufficiente. E per concretizzare questo approccio non invasivo Bach ha sviluppato un protocollo che evita a coloro che hanno debolezza muscolare - le malattie neuromuscolari fanno rientrare tra questi i soggetti che ne sono colpiti - di incorrere in complicanze che possono portare a episodi di grave insufficienza respiratoria.

Il protocollo di Bach
Il protocollo messo a punto da John R. Bach e dal suo gruppo si basa sulla osservazione che "nei pazienti affetti da qualunque forma di malattia neuromuscolare, l'insufficienza respiratoria acuta consegue più spesso a infezioni delle vie aeree superiori e/o inferiori", che "durante questi episodi, la già severa disfunzione polmonare è ulteriormente compromessa dall'accumulo delle secrezioni bronchiali e dall'ulteriore indebolimento e affaticamento dei muscoli inspiratori ed espiratori", e che "tali episodi possono facilmente esitare in polmoniti ricorrenti, con conseguente ospedalizzazione, intubazione ed eventuale successiva tracheostomia o decesso"1
Le strategie di trattamento della insufficienza respiratoria, secondo Bach, possono essere così riassunte:

 

1Documento a cura di: C. Bianchi, M. Grandi, Turi S., LA TOSSE ASSISTITA - Protocollo per la prevenzione o per la riduzione delle desaturazioni ossiemoglobiniche in corso di episodi flogistici dell'apparato respiratorio, (Bach RJ - Chest 1997), presentato al Convegno "L'insufficienza respiratoria nelle patologie neuromuscolari", Cesano Boscone (MI), 18-21 marzo 2003

*abdominal thrust: compressione manuale addominale che aiuta nella fase espulsiva della tosse
**in-exsufflator: macchina per la tosse assistita
***air-stacking: insufflazione e accumulo d'aria nel polmoni utile per l'espulsione delle secrezioni bronchiali.

 

Vediamo ora quali sono le misure strumentali consigliate per valutare le condizioni dell'apparato respiratorio e i valori considerati critici dal protocollo del gruppo Bach.

 

Va fatto presente che un valore normale del volume d'aria per produrre una tosse efficace è ritenuto essere quello di 2,30 litri con una variazione in più o in meno di mezzo litro d'aria; che 160 litri/minuto è il valore minimo di P.C.F. (picco di flusso alla tosse) utile a garantire l'espettorazione delle secrezioni bronchiali; che un P.C.F. di 270/300 litri/minuto è il valore che deve indurre a mettere in atto il protocollo per la tosse assistita in una persona che non riesce a raggiungere o superare questo valore spontaneamente o con aiuto quando "sta bene" (in assenza cioè di bronchiti, raffreddori, e altre malattie da raffreddamento); ossimetria e capnometria vanno rilevate sia in posizione sdraiata che seduta perché la muscolatura subisce variazioni gravitarie con relativa variazione dei risultati.

Relativamente alla validità della scelta della ventilazione non invasiva rispetto a quella invasiva, Bach e colleghi offrono un'ampia casistica sostenuta, tra l'altro, da numerose pubblicazioni su riviste scientifiche. Vari i casi di persone che sono state ricondotte alla ventilazione non invasiva dopo essere state per anni in ventilazione per via tracheotomica.

Il gruppo ritiene fondamentale, con il protocollo approntato, cercare di massimizzare la capacità di espansione della gabbia toracica e dei polmoni; di rendere il più possibile produttivo il fenomeno fisiologico della tosse mediante la tecnica di air-stacking con l'utilizzo di un pallone ambu o anche del ventilatore o con l'aiuto della macchina per tossire in-exsufflator: questa tecnica consente di immagazzinare nei polmoni volumi d'aria sufficienti a effettuare colpi di tosse efficaci per l'espulsione delle secrezioni bronchiali - utili anche le compressioni manuali dell'addome (abdominal thrust); mantenere il più possibile una ventilazione "normale". Con un avvertimento: non esagerare nell'intervenire e far riposare i muscoli.

La qualità della vita
Queste le considerazioni di tipo tecnico. Per quanto riguarda la qualità della vita il gruppo ritiene che i migliori vantaggi si abbiano con la ventilazione non invasiva: non ci si deve confrontare con i problemi che una stomia può dare. Nessun problema nella fonazione, nessun rischio di lesioni, traumatismi, o infezioni legate alla broncoaspirazione attraverso la cannula tracheotomica.
Sarebbe però interessante poter effettuare uno studio comparato tra persone con malattie neuromuscolari che necessitano di ventilazione assistita 24 ore su 24: quale tra queste due categorie di persone ha parametri ventilatori migliori? Quale riesce ad avere una vita più "dinamica" rispetto all'altra? Quale ha più bisogno di assistenza? Quale ha ricorrenti problemi di infezioni dell'apparato respiratorio? Quale ......?

 

Pubblicato su DM, periodico della UILDM, anno XLII, n. 149/50, luglio/ottobre 2003

 

Pagina aggiornata 01/01/2004




Via Lampedusa 11/a 20141 MILANO  fax +39 02 2360084  e-mail: info@inforesp.org - coordinamento editoriale: Liana Garini - web by: ICON
Ultimo aggiornamento 26/04/2013